📋 Punti chiave
- Come possono le valli sopravvivere senza l'innevamento artificiale?
- Quali soluzioni propone il comitato per evitare la cementificazione?
- Chi sono gli esperti che difenderanno il modello delle Cime Bianche?
- Perché la battaglia legale si è spostata fino al Parlamento Europeo?
📌 In Breve
- Evento il 23 maggio 2026 presso la Sala Conferenze BCC di Aosta.
- Partecipano Luca Rota e Nicola Pech con moderazione di Annamaria Gremmo.
- Petizione internazionale raccoglie oltre 21.000 firme per la tutela del Vallone.
- Progetto fotografico fondato nel 2017 e comitato nato nel 2023.
Sabato 23 maggio 2026 alle ore 20:30, la Sala Conferenze BCC in Via Garibaldi 3 ad Aosta ospiterà un dibattito cruciale sul destino delle valli alpine e sulla gestione del territorio montano. L’incontro, intitolato La Montagna del futuro: abitare il cambiamento, nasce dalla volontà di rispondere a interrogativi profondi che toccano le comunità locali e i loro paesaggi.
Il Comitato Insieme per Cime Bianche e il Progetto fotografico L’Ultimo Vallone Selvaggio: in difesa delle Cime Bianche hanno deciso di unire le forze per proporre una visione alternativa allo sfruttamento intensivo. Il progetto fotografico è stato fondato nel 2017 da Annamaria Gremmo, Francesco Sisti e Marco Soggetto, mentre il comitato è nato nel 2023 con l’obiettivo della tutela legale del Vallone, avvalendosi anche del supporto dell’avvocata Emanuela Beacco del Foro di Monza. Le due realtà hanno già portato le loro istanze davanti al Parlamento Europeo e al Consiglio Regionale valdostano, raccogliendo oltre 21.000 firme attraverso una petizione internazionale dopo aver organizzato circa 30 serate pubbliche in Italia.
Oltre lo sfruttamento: tra pressione antropica e necessità di nuovi modelli economici
Le terre alte affrontano oggi sfide senza precedenti causate dai cambiamenti climatici e dall’aumento della presenza umana nelle aree naturali. Spesso, le risposte proposte per gestire queste trasformazioni si traducono in interventi costosi e invasivi che colpiscono zone incontaminate. In Valle d’Aosta, i progetti riguardanti i collegamenti funiviari tra Pila e Cogne o nel Vallone delle Cime Bianche sono diventati simboli di una visione basata esclusivamente sulla messa a reddito del territorio.
L’incontro di Aosta cercherà di esplorare soluzioni che vadano oltre la semplice dipendenza dall’innevamento artificiale. Gli esperti discuteranno come valorizzare la montagna durante tutto l’anno, puntando su un’economia diversificata capace di generare nuove opportunità occupazionali. L’obiettivo è restituire alle valli il loro ruolo di luoghi di cultura e di comunità, evitando che vengano ridotte a semplici prodotti esperienziali da consumare. La discussione punterà a riaffermare la montagna come un bene comune da gestire collettivamente per tutelare le generazioni che verranno.

Voci autorevoli per un dialogo tra scienza, cultura e attivismo
Annamaria Gremmo modererà la serata, portando l’esperienza di una medico, fotografa e conservazionista vincitrice nel 2023 del Premio Nazionale Marcello Meroni per la sezione Ambiente. La sua figura è legata da anni alla difesa del Vallone delle Cime Bianche. Sarà insieme a lei a dialogare con due ospiti di rilievo nazionale: Luca Rota, studioso dei paesaggi montani impegnato in progetti culturali per lo sviluppo territoriale, e Nicola Pech, vicepresidente di Mountain Wilderness Italia ed esperto di comunicazione per la conservazione del patrimonio naturale.
desidera sostenere le iniziative del gruppo, è attualmente attiva la terza fase della raccolta fondi destinata alle azioni legali per la tutela del Vallone. I contributi possono essere versati tramite la piattaforma dedicata su Produzioni dal Basso. L’ingresso alla serata presso la sede della BCC sarà per tutti i cittadini interessati al tema.
Un bivio tra conservazione e cementificazione: le implicazioni per il futuro alpino
La questione sollevata dal comitato Insieme per Cime Bianche non riguarda solo un singolo vallone, ma riflette una tensione strutturale che attraversa tutto l’arco alpino. Se la tendenza attuale privilegia grandi infrastrutture per il turismo invernale, il rischio concreto è quello di accelerare lo spopolamento delle aree interne, rendendole fragili e prive di una struttura sociale resiliente. La proposta di passare da una messa a reddito a una valorizzazione culturale suggerisce che il futuro della montagna possa risiedere nella qualità della vita e nella diversificazione dei servizi, piuttosto che nella sola capacità di accogliere flussi turistici massicci.
La battaglia legale avviata con l’appoggio dell’avvocata Emanuela Beacco evidenzia come la protezione del territorio stia passando dalle piazze dei borghi ai tribunali e alle istituzioni europee. Il successo della petizione con 21.000 firme indica che esiste una sensibilità diffusa verso la difesa del paesaggio come valore identitario. Il prossimo passo fondamentale sarà capire se i modelli di sviluppo proposti durante l’incontro di Aosta riusciranno a influenzare le decisioni politiche regionali, trasformando la difesa del Vallone in un precedente per la gestione sostenibile di tutte le zone montane minacciate da progetti di collegamento invasivi.
🕒 Cronologia degli eventi
Domande frequenti
Quando e dove si terrà il dibattito sulla montagna a Aosta?
L'incontro intitolato La Montagna del futuro si svolgerà sabato 23 maggio 2026 alle ore 20:30 presso la Sala Conferenze BCC in Via Garibaldi 3 ad Aosta.
Chi sono i fondatori del progetto fotografico L’Ultimo Vallone Selvaggio?
Il progetto fotografico dedicato alla difesa delle Cime Bianche è stato fondato nel 2017 da Annamaria Gremmo, Francesco Sisti e Marco Soggetto.
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Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dal team AmeVe Blog.









💬 Il punto di vista di Amerigo
Il dato che emerge con forza è la capacità di mobilitazione legale e civile: 21.000 firme e l’intervento presso il Parlamento Europeo dimostrano che la tutela del Vallone non è più una questione puramente locale, ma un caso politico internazionale. Spostare il conflitto dai borghi ai tribunali trasforma la difesa del paesaggio in un precedente giuridico per l’intero arco alpino. La sfida reale consiste nel capire se questa pressione istituzionale riuscirà a frenare i progetti infrastrutturali, come i collegamenti Pila-Cogne, imponendo un modello economico basato sulla diversificazione anziché sul solo innevamento artificiale.