📋 Punti chiave
- Come può il volontariato colmare il vuoto tra ospedale e casa?
- Chi sono i professionisti che guideranno questo percorso formativo?
- Cosa cambia per i pazienti dopo la fine delle terapie ospedaliere?
- Perché la riforma del Terzo Settore impatta sulla gestione sanitaria?
📌 In Breve
- Ciclo di tre incontri il 14, 21 e 28 maggio presso area Fenderl Vittorio Veneto.
- Partecipano esperti come Angelo Del Favero, Andy Bertolin, Angelica Giacometti e Teresa Tona.
- Progetto nato dalla sinergia tra Amici della Voce APS e Coordinamento Sinistra Piave.
- Iniziative mirano a supportare il reinserimento sociale dei pazienti dell'Ospedale di Vittorio Veneto.
Giovedì 14 maggio alle ore 20:30, la sede del Coordinamento Volontariato Sinistra Piave ODV in via San Gottardo 91/2, nell’area Fenderl di Vittorio Veneto, ospiterà l’apertura di un ciclo formativo dedicato al mondo del sociale. Tre incontri scientifico-culturali, intitolati Diventare volontari, ciclo di incontri con gli amici della voce, proporranno un percorso di approfondimento per cittadini, studenti e professionisti del settore.
La prima serata, dal titolo Terzo Settore – Tesoro 2.0, vedrà il coinvolgimento diretto dell’Associazione Amici della Voce APS. L’avvocato Marco Caliandro, che ricopre la carica di Presidente del Coordinamento Sinistra Piave Volontariato ODV, interverrà per spiegare i legami tra cittadinanza attiva e principi costituzionali. Il dibattito si concentrerà sulla Riforma del Terzo Settore e sulle basi filosofiche del volontariato, analizzando le motivazioni profonde e i valori che guidano chi sceglie di donare il proprio tempo. A seguire, il dottor Angelo Del Favero fornirà una prospettiva economica e gestionale. L’esperto, che ha ricoperto ruoli di Direzione Generale presso l’Istituto Superiore della Sanità e nelle ex ULSS 1 di Belluno e ULSS 7, analizzerà come le istituzioni possano collaborare con le comunità per supportare i pazienti e facilitare il loro reinserimento sociale e lavorativo dopo le cure.
Il legame tra assistenza ospedaliera e impegno dei cittadini
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra l’Associazione Amici della Voce APS e il Coordinamento Sinistra Piave, con il sostegno del Centro di Servizi per il Volontariato (CSV) delle sedi di Treviso e Belluno e il contributo di Banca Prealpi SanBiagio Credito Cooperativo. Gli incontri godono del patrocinio del Comune di Vittorio Veneto e dell’Azienda Ospedaliera ULSS2 Marca Trevigiana. L’obiettivo principale è far conoscere il lavoro svolto dai volontari presso il reparto di Eccellenza di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Vittorio Veneto.
volesse partecipare, l’ingresso è gratuito. È possibile richiedere informazioni tramite il numero WhatsApp +39 340 3391 361 o scrivendo all’indirizzo email amicidellavoce@gmail.com. Il progetto mira non solo a offrire formazione specialistica agli operatori, ma anche a sensibilizzare il territorio sulla prevenzione e sul miglioramento della qualità della vita ha subito interventi invasivi o terapie continuative che hanno impattato sulla quotidianità.
Le radici di questa attività affondano nella storia del reparto di Otorinolaringoiatria. Tra i soci fondatori dell’Associazione Amici della Voce APS figura infatti Luigino Gava, Maestro Riabilitatore e paziente storico della struttura. Fu proprio lui a dare impulso al progetto insieme al primario emerito, il dottor Giuseppe Rizzotto, con l’intento di sviluppare attività di inclusione sociale mirate ai soggetti che necessitano di supporto post-operatorio.
Dalla diagnosi alla ripresa della dignità personale
Il programma prevede una seconda tappa il giovedì 21 maggio, sempre alle 20:30, focalizzata sul tema del Paziente con la P di Persona. In questa sessione, il dottor Andy Bertolin, Direttore della UOC Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Vittorio Veneto, spiegherà i percorsi socio-sanitari che vanno dalla prevenzione alla cura dei tumori testa-collo. La componente umana sarà rappresentata dalla dottoressa Angelica Giacometti, logopedista e volontaria dell’associazione, che illustrerà l’importanza dell’accompagnamento attraverso diverse case histories. La serata vedrà anche il contributo del maestro riabilitatore Luigino Gava, socio fondatore dell’ente.
L’ultimo appuntamento, fissato per giovedì 28 maggio alle 20:30, si intitolerà Comunicazione – Comun(e)Azione. La dottoressa Teresa Tona, psicologa psicoterapeuta e mediatrice degli incontri, coordinerà un confronto sul recupero dell’identità e della comunicazione quotidiana per i malati tracheostomizzati. Durante questo incontro, i volontari Manuela Carraro e Andrea Santin, rispettivamente membro e vicepresidente dell’Associazione Amici della Voce, condivideranno le proprie esperienze personali su come il volontariato aiuti a ricominciare la vita dopo la malattia. La dottoressa Marilisa Marian, consulente giuridico fiscale del CSV Belluno Treviso, approfondirà invece i servizi offerti dal Centro di Servizi e l’importanza della formazione continua opera nel sociale.
Un modello di prossimità tra ospedale e territorio
L’analisi di questo ciclo di incontri rivela una strategia precisa: trasformare l’esperienza clinica in un modello di gestione comunitaria. Non si tratta di semplici conferenze, ma di un tentativo strutturato di colmare il vuoto che spesso intercorre tra la fine di una terapia ospedaliera e il ritorno alla normalità sociale. Portando in discussione temi come la riforma del Terzo Settore e la gestione manageriale della sanità territoriale, gli organizzatori mettono in luce come il volontariato non sia solo un atto di carità, ma una componente essenziale dell’organizzazione sanitaria moderna.
L’impatto per la comunità di Vittorio Veneto e delle zone limitrofe è duplice. Da un lato, viene garantita una continuità assistenziale che parte dal letto d’ospedale e arriva alla riabilitazione domiciliare e sociale. Dall’altro, si crea un ponte tra l’alta specializzazione medica, rappresentata dal reparto di eccellenza, e il supporto umano necessario per affrontare i cambiamenti fisici e comunicativi derivanti da interventi invasivi. Il coinvolgimento di figure come il dottor Bertolin e il dottor Del Favero suggerisce la volontà di integrare la competenza tecnica con quella relazionale, un passaggio fondamentale deve ricostruire la propria identità dopo una diagnosi oncologica o un intervento chirurgico complesso.
Il percorso tracciato dagli organizzatori pone interrogativi rilevanti su come le nuove normative del Terzo Settore possano favorire una maggiore professionalizzazione dei volontari, senza però smarrire quel senso di missione che ha spinto Luigino Gava e Giuseppe Rizzotto a collaborare anni fa. La sfida per i prossimi mesi sarà capire se queste esperienze di accoppiamento tra medici e volontari possano diventare uno standard per altri reparti di eccellenza nel territorio veneto.
Domande frequenti
Quando si terrà il primo incontro del ciclo formativo a Vittorio Veneto?
Il primo incontro, intitolato Terzo Settore – Tesoro 2.0, si svolgerà giovedì 14 maggio alle ore 20:30 presso la sede del Coordinamento Volontariato Sinistra Piave in via San Gottardo 91/2.
Dove si trovano gli uffici del Coordinamento Volontariato Sinistra Piave?
La sede del Coordinamento Volontariato Sinistra Piave ODV si trova in via San Gottardo 91/2, nell'area Fenderl di Vittorio Veneto, dove si terranno gli incontri formativi.
Chi ha fondato l'Associazione Amici della Voce APS?
L'Associazione Amici della Voce APS è stata fondata dal maestro riabilitatore Luigino Gava insieme al primario emerito del reparto di Otorinolaringoiatria, dottor Giuseppe Rizzotto.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dal team AmeVe Blog.









💬 Il punto di vista di Amerigo
L’integrazione tra l’eccellenza clinica del reparto di Otorinolaringoiatria e la risposta strutturata del Terzo Settore sposta il baricentro della cura dal solo atto medico alla gestione della dignità post-operatoria. Non si tratta di semplice assistenza, ma di un modello di prossimità che trasforma l’esperienza di pazienti storici e professionisti in un sistema di supporto continuo. La vera sfida risiede nella capacità di scalare questo approccio, rendendo la sinergia tra ospedale e comunità una prassi consolidata per ogni percorso di riabilitazione complessa nel territorio.